Ordinanza nº 129 da Corte Costituzionale, 25 Giugno 2020

Relatore:Franco Modugno nella camera di consiglio del 20 maggio 2020
Data di Resoluzione:25 Giugno 2020
Emittente:Corte Costituzionale
 
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ORDINANZA N. 129

ANNO 2020

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

Presidente: Marta CARTABIA;

Giudici: Aldo CAROSI, Mario Rosario MORELLI, Giancarlo CORAGGIO, Giuliano AMATO, Silvana SCIARRA, Daria de PRETIS, Nicolò ZANON, Franco MODUGNO, Augusto Antonio BARBERA, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO, Francesco VIGANÒ, Luca ANTONINI, Stefano PETITTI,

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sorto a seguito dell’atto del Procuratore generale presso la Corte di cassazione 5 luglio 2019, n. 17567/92/19D, in relazione all’intercettazione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Perugia, del 9 maggio 2019, promosso da Cosimo Maria Ferri, nella qualità di membro della Camera dei deputati, con ricorso depositato in cancelleria il 12 novembre 2019, iscritto al n. 5 del registro conflitti tra poteri dello Stato 2019, fase di ammissibilità.

Udito il Giudice relatore Franco Modugno nella camera di consiglio del 20 maggio 2020, svolta ai sensi del decreto della Presidente della Corte del 20 aprile 2020, punto 1), lettera a);

deliberato nella camera di consiglio del 26 maggio 2020.

Ritenuto che il deputato Cosimo Maria Ferri ha promosso conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato – per violazione degli artt. 67 e 68, terzo comma, della Costituzione – nei confronti del Procuratore generale presso la Corte di cassazione, «nonché, per quanto occorra, [del] Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Perugia», in relazione all’essere stato da quest’ultimo illegittimamente sottoposto, in via indiretta, a intercettazione di conversazioni, in assenza dell’autorizzazione della Camera dei deputati, richiesta dall’art. 68, terzo comma, Cost., nonché all’essere stato sottoposto, sulla base di tali intercettazioni, all’azione disciplinare esercitata dal Procuratore generale presso la Corte di cassazione;

che il ricorrente premette di essere magistrato collocato fuori ruolo, in quanto in aspettativa per mandato parlamentare dal 19 marzo 2019;

che, in fatto, la difesa dell’onorevole Ferri deduce che, sulla base di intercettazioni di conversazioni captate a mezzo di metodologia cosiddetta trojan dall’utenza mobile in uso al dott. L. P. (il giorno 8 maggio 2019), emergeva che quest’ultimo avrebbe partecipato ad una riunione in data 9 maggio 2019;

che, nonostante in sede di intercettazione della fase preparatoria di detta riunione fosse emerso che ad essa avrebbe partecipato anche il ricorrente, deputato del Parlamento italiano, la stessa è stata oggetto di intercettazione ambientale, senza che l’autorità giudiziaria si fosse munita dell’autorizzazione di cui all’art. 68, terzo comma, Cost.;

che i relativi contenuti, poi, «sono stati trascritti, “contestati e illustrati agli indagati” e trasmessi al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione», il quale, a sua volta, li ha utilizzati per formulare contestazioni disciplinari nei confronti del ricorrente;

che, in punto di ammissibilità, secondo il ricorrente, il conflitto non riguarderebbe i rapporti tra autorità giudiziaria e lo specifico ramo del Parlamento presso il quale siede il soggetto nei cui confronti è stato avviato il relativo procedimento, ma si riferirebbe «alla relazione intercorrente tra autorità giudiziaria/Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione e singolo parlamentare avente lo status di magistrato in aspettativa»;

che l’autorità giudiziaria avrebbe agito non a fronte del diniego dell’autorizzazione da parte della Camera dei deputati, bensì senza aver richiesto l’apposita autorizzazione, e avrebbe, in...

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