LEGGE REGIONALE 18 marzo 2009, n. 8 - Integrazione delle politiche di pari opportunita' di genere nella Regione Piemonte e disposizioni per l'istituzione dei bilanci di genere.

 
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(Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Piemionte n. 12 del 26 marzo 2009) IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato.

LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga la seguente legge:

Art. 1.

Principi e finalita' 1. In attuazione della Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW), ratificata e resa esecutiva dalla legge 14 marzo 1985, n. 132, del Trattato che istituisce la Comunita' europea, della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, della Costituzione della Repubblica italiana e dello Statuto, la Regione opera affinche' le politiche e i relativi interventi di attuazione favoriscano il superamento di ogni discriminazione diretta o indiretta ancora esistente nei confronti delle donne, il rafforzamento della condizione femminile e l'incremento della partecipazione delle donne alla vita politica, economica, sociale, culturale e civile, attraverso l'integrazione della dimensione di genere nella normativa e nell'azione politica e programmatica regionale in coerenza con gli indirizzi della programmazione nazionale ed europea.

Art. 2.

Obiettivi 1. In attuazione dei principi enunciati all'art. 1 la Regione, nell'ambito delle proprie competenze e in raccordo con le istituzioni regionali di parita', persegue i seguenti obiettivi:

  1. promuovere e sostenere iniziative di sensibilizzazione, trasferimento e scambio di buone pratiche volte a realizzare una societa' con ruoli equilibrati e non discriminatori tra uomini e donne;

  2. favorire l'equilibrio tra attivita' lavorativa e vita privata e familiare per donne e uomini attraverso politiche di conciliazione tra lavoro e vita privata e familiare e strumenti che incoraggino la condivisione delle responsabilita' familiari;

  3. promuovere la paritaria partecipazione delle donne nei luoghi di decisione sia in ambito pubblico che privato, nelle assemblee elettive e nei luoghi di governo, negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta regionale;

  4. sostenere progetti per la promozione delle pari opportunita' in tutti i livelli dell' istruzione e della formazione;

  5. sostenere, in collaborazione con la comunita' scientifica, e in particolare con le Universita' e il Politecnico, iniziative volte a promuovere la formazione di alto livello sulle pari opportunita';

  6. sostenere l'imprenditorialita' femminile favorendo la creazione, lo sviluppo, la crescita dimensionale e la cooperazione tra imprese gestite da donne;

  7. promuovere e sostenere iniziative volte a conseguire gli obiettivi di Lisbona in tema di occupazione femminile, eliminare la disparita' retributiva tra uomini e donne, favorire l'accesso delle donne a posti di direzione e responsabilita' nei luoghi di lavoro;

  8. promuovere e sostenere azioni volte a prevenire la violenza fondata sul genere e la tratta delle donne, anche attivando piani e programmi per la tutela delle vittime;

  9. promuovere e sostenere iniziative che valorizzano le donne migranti o appartenenti a minoranze etniche e ne favoriscono l'integrazione nella vita economica, sociale, politica, culturale e civile;

  10. promuovere e sostenere iniziative volte a superare gli stereotipi di genere;

  11. promuovere ricerche, studi e la raccolta sistematica di documentazione sulla condizione femminile e sulle discriminazioni.

    Art. 3.

    Definizione e finalita' del bilancio di genere 1. Ai fini della presente legge, il bilancio di genere consiste nella valutazione dell'impatto delle...

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