Ricorso per conflitto tra enti depositato in cancelleria il 4 marzo 2008 (della Regione Siciliana) Finanza regionale - Imposte e tasse - Istanze avanzate dalla Regione siciliana al fine di conseguire l'acquisizione al bilancio regionale del gettito dell'imposta sulle assicurazioni di cui alla legge n. 1216/1961, dell'imposta sul valore aggiunto...

 
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Ricorso della Regione siciliana, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso, sia congiuntamente che disgiuntamente, giusta procura a margine del presente atto, dagli avvocati Michele Arcadipane e Giovanni Carapezza Figlia, elettivamente domiciliato presso la sede dell'Ufficio della Regione Siciliana in Roma, via Marghera n. 36, ed autorizzato a proporre ricorso con deliberazione, della giunta regionale n. 37 del 13 febbraio 2008 (allegato 1);

Contro, il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, domiciliato per la carica in Roma, Palazzo Chigi, presso gli Uffici della Presidenza del Consiglio dei ministri, e difeso per legge dall'Avvocatura dello Stato, per la risoluzione del conflitto di attribuzione insorto tra la Regione Siciliana e lo Stato per effetto della nota 18 dicembre 2007, prot. n. 27685-2007/DPF/UFF, del Ministero all'economia e delle finanze, Dipartimento per le politiche fiscali, avente ad oggetto: "Sentenza della Corte costituzionale n. 276 del 13 luglio 2007" (allegato 2).

F a t t o

Con la appena citata nota ministeriale 18 dicembre 2007, prot. n. 27685-2007/DPF/UFF, pervenuta alla regione ricorrente in data 31 dicembre 2007, sono state rigettate le istanze avanzate dalla Regione Siciliana, Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, Dipartimento finanze e credito, con nota prot. n. 11766 del 3 ottobre 2007 (allegato n. 3), con la quale si reiteravano le puntuali ed argomentate richieste gia' avanzate con note prot. nn. 4792, 4793, 4794 e 4796 del 6 aprile 2006 (allegati nn. 4, 5, 6 e 7), al fine di sollecitare l'emanazione delle opportune disposizioni e l'adozione dei provvedimenti necessari per consentire l'acquisizione al bilancio regionale del gettito, rispettivamente:

A) dell'imposta sulle assicurazioni di cui alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216 ("Nuove disposizioni tributarie in materia di assicurazioni private e di contratti vitalizi") versata e dovuta dagli assicuratori che hanno il domicilio fiscale o la rappresentanza fuori dal territorio regionale nell'ipotesi in cui i premi riscossi siano relativi a polizze assicurative rilasciate per fattispecie contrattuali assicurative (non solo R.C.A.) maturate nell'ambito regionale;

B) dell'imposta sul valore aggiunto versata dai depositi periferici di vendita dei generi di monopolio ubicati in Sicilia, e, piu' in generale, del gettito di tale imposta sulle operazioni imponibili il cui presupposto si realizzi in Sicilia;

C) dell'imposta sugli interessi, premi ed altri frutti e proventi che, a termini dell'art. 26, comma 2, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e' applicata nei confronti dei titolari di conti correnti o di deposito, con ritenuta da parte dell'Ente poste italiane e dagli istituti di credito che hanno il domicilio fiscale fuori dal territorio regionale, nell'ipotesi in cui le ritenute eseguite dai sostituti di imposta siano relative a interessi e altri proventi corrisposti a depositanti e correntisti di uffici postali e dipendenze bancarie operanti nella regione;

D) delle ritenute d'acconto operate dalle Amministrazioni dello Stato o da altri Enti pubblici, con sede centrale fuori dal territorio regionale, su stipendi ed altri emolumenti corrisposti in favore di dipendenti o altri soggetti che abbiano espletato stabilmente la propria attivita' lavorativa nel territorio della regione.

Il mancato accoglimento delle richieste formulate sicuramente lede le attribuzioni della Regione Siciliana e l'autonomia finanziaria della stessa, e viene censurato - - in relazione anche alle motivazioni addotte nella nota che da' origine al conflitto, che si palesano inidonee a fondare il diniego opposto e conseguentemente ad escludere il relativo diritto della regione - - per le seguenti ragioni di

D i r i t t o

Violazione degli articoli 36 e 37 dello statuto siciliano e delle norme di attuazione in materia finanziaria di cui al d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074.

Negandosi, invero, indebitamente ed illegittimamente, la spettanza alla regione delle entrate tributarie considerate, si determina una compressione delle risorse alla stessa attribuite dalla normativa richiamata che costituisce, nella fattispecie, parametro di costituzionalita'.

Va, infatti, rilevato, che l'impianto statutario, e l'attuazione che alle relative disposizioni e' stata data, determina l'attribuzione alla Regione Siciliana di tutti i tributi erariali, in qualsiasi modo denominati - - e con le sole eccezioni sancite dal secondo comma dell'art. 36 dello statuto, nonche', ai sensi dell'articolo 2 del d.P.R. 26 luglio 1965, n. 1074, delle nuove entrate tributarie il cui gettito sia destinato con apposite leggi alla copertura di oneri diretti a soddisfare particolari finalita' contingenti o continuative dello Stato specificate nelle leggi medesime - - il cui presupposto d'imposta si sia verificato nell'ambito della stessa regione.

Codesta ecc.ma Corte ha, in proposito, osservato (sentenza n. 138 del 1999), che "l'art. 2 delle norme di attuazione di cui al d.P.R. n. 1074 del 1965 (l'art. 36 dello statuto tace in proposito), che sancisce la spettanza alla regione delle entrate tributarie erariali "riscosse nell'ambito" del territorio regionale, non va inteso nel senso che sia sempre decisivo il luogo fisico in cui avviene l'operazione contabile della riscossione. Esso tende infatti ad assicurare alla regione il gettito derivante dalla "capacita' fiscale" che si manifesta nel territorio della regione stessa, quindi dai rapporti tributari che hanno in tale territorio il loro radicamento, vuoi in ragione della residenza fiscale del soggetto produttore del reddito colpito (come nelle imposte sui redditi), vuoi in ragione della collocazione nell'ambito territoriale regionale del fatto cui si collega il sorgere dell'obbligazione tributaria. Lo conferma testualmente l'art. 4 delle stesse norme di attuazione, il quale precisa che nelle entrate spettanti alla regione "sono comprese anche quelle che, sebbene relative a fattispecie tributarie maturate nell'ambito regionale, affluiscono, per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori del territorio della regione"; e lo conferma altresi' la previsione, nell'art. 37 dello statuto e nell'art. 7 delle norme di attuazione in materia finanziaria, di meccanismi di riparto dei redditi assoggettati a imposizione nel caso di imprese operanti sia nel territorio siciliano, sia in altri territori".

E, richiamandosi a tale sistema di finanziamento costituzionalmente garantito, con la sentenza n. 306 del 2004, codesta ecc.ma Corte, nel negare espressamente ogni fondamento alla tesi "che correla la spettanza del gettito alla regione ad un ristretto criterio di territorialita' della riscossione", ha dichiarato che non spetta allo Stato "negare l'attribuzione alla Regione Siciliana del gettito dell'imposta sulle assicurazioni di cui alla legge 29 ottobre 1961, n. 1216 (Nuove disposizioni tributarie in materia di assicurazioni private e di contratti vitalizi), dovuta dagli assicuratori che hanno il domicilio fiscale o la rappresentanza fuori dal territorio regionale nell'ipotesi in cui i premi riscossi siano relativi a polizze di assicurazione rilasciate per veicoli a motore iscritti in pubblici registri automobilistici aventi sede nelle province della regione medesima, ovvero per macchine agricole le cui carte di circolazione siano intestate a soggetti residenti nelle medesime province", annullando conseguentemente la nota 28 maggio 2002, prot. n. 60133, del Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni, Ufficio VII.

Risulta, pertanto, ormai acclarato che il criterio della territorialita' della riscossione nell'ambito regionale al fine di identificare la quota del gettito tributario che costituisce attribuzione della Regione Siciliana, e' da ritenersi mero criterio suppletivo, utilizzato di fatto nell'impossibilita' di elementi sufficienti per conoscere il luogo in cui si...

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