Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Ordinanza di rimessione - Eccezione di inammissibilita' della questione per insufficiente descrizione della fattispecie oggetto del giudizio principale - Reiezione. Ordinanza di rimessione - Modifiche normative intervenute anteriormente al deposito dell'ordinanza - Eccezione di inammiss...

 
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LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori:

Presidente: Franco BILE;

Giudici: Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO;

ha pronunciato la seguente

Sentenza nel giudizio di legittimita' costituzionale degli articoli 4, comma 1, lettera b), numero 2, e 3 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504 (Riordino dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288), e 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288 (Delega al Governo per la revisione della disciplina concernente l'imposta sugli spettacoli e l'imposta unica di cui alla legge 22 dicembre 1951, n. 1379), promosso con ordinanza del 25 febbraio 2005 dalla Commissione tributaria provinciale di Pistoia sul ricorso proposto dalla Giada Bet S.r.l. contro l'Agenzia delle entrate - Ufficio di Pescia, iscritta al n. 30 del registro ordinanze 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 7, 1ª serie speciale, dell'anno 2006.

Visti l'atto di costituzione della Giada Bet S.r.l., nonche' l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

Udito nell'udienza pubblica del 19 giugno 2007 il giudice relatore Alfio Finocchiaro;

Udito l'avvocato Nicolo' Zanon per la Giada Bet S.r.l. e l'Avvocato dello Stato Giorgio D'Amato per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

  1. - La Commissione tributaria provinciale di Pistoia, a seguito di dichiarazione di manifesta inammissibilita' (ordinanza n. 50 del 2004 della Corte costituzionale) della questione da essa proposta con ordinanza del 30 settembre 2002, ha di nuovo sollevato, con ordinanza del 25 febbraio 2005, questione di legittimita' costituzionale dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504 (Riordino dell'imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, a norma dell'articolo 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288) relativa alla determinazione dell'imposta unica sulle scommesse, precisando la censura precedentemente svolta, ed estendendola ad altre disposizioni, in riferimento agli articoli 23, 53 e "73" (recte: 76) della Costituzione.

    La citata ordinanza di manifesta inammissibilita' e' stata motivata da questa Corte per la contraddittoria formulazione della questione, con prospettazione di due diverse interpretazioni relative alle "quote di prelievo" (su cui l'imposta e' calcolata), sia pure in modo subordinato l'una all'altra, ora classificando le stesse come prestazioni patrimoniali imposte ricadenti nella sfera di applicabilita' dell'art. 23 Cost., ora ipotizzando la non appartenenza delle stesse a tale categoria di prestazioni.

    La rimettente rammenta che la Giada Bet S.r.l. (concessionaria del servizio di scommesse nel comune di Montecatini Terme) ha presentato ricorso per l'annullamento del provvedimento (atto n. 26572/2, notificato il 10 luglio 2002) emesso dall'Agenzia delle entrate di Pescia, riguardante l'applicazione dell'imposta unica sulle scommesse relative ai risultati di avvenimenti sportivi. Riferisce inoltre che la ricorrente ha depositato memoria illustrativa con istanza di rinnovo della rimessione alla Corte costituzionale, con specificazione della questione ed ampliamento dei parametri costituzionali di riferimento. Alla richiesta di parte, la Commissione tributaria provinciale di Pistoia ha dato seguito, procedendo ad una riformulazione delle questioni.

    La Commissione rimettente dubita della legittimita' costituzionale:

    dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del citato decreto legislativo n. 504 del 1998, nella parte in cui calcola l'imposta unica sulle scommesse applicando un'aliquota nominale su una base, corrispondente alla quota di prelievo spettante al CONI, non risultante da un atto avente forza di legge, per violazione dell'art. 23 Cost., essendo attribuita ad un organo amministrativo la determinazione dell'aliquota effettiva;

    dell'art. 1, comma 2, della legge 3 agosto 1998, n. 288 (Delega al Governo per la revisione della disciplina concernente l'imposta sugli spettacoli e l'imposta unica di cui alla 1egge 22 dicembre 1951, n. 1379), nella parte in cui rimette il calcolo dell'imposta unica sulle scommesse ad un atto non avente forza di legge, per violazione degli artt. 23 e 76 Cost., per indeterminatezza della delega relativa alla fissazione dell'aliquota per il calcolo dell'imposta unica sulle scommesse;

    dell'intero d.lgs. n. 504 del 1998, in quanto individua un soggetto passivo in materia di imposta sulle scommesse diverso da quello individuato nella normativa precedente, cosi' istituendo una nuova imposta e non semplicemente riordinando la precedente, come invece stabilito dalla legge di delega n. 288 del 1998, in violazione dell'art. 76 Cost., per eccesso di delega;

    dell'art. 4, comma 1, lettera b), numero 2, del d.lgs. n. 504 del 1998, nonche' dell'art. 1, comma 2, della citata legge n. 288 del 1998, nella parte in cui determinano l'ammontare dell'imposta unica sulle scommesse in base a formule e parametri fissati allo scopo di provvedere il CONI delle necessarie risorse, per violazione dell'art. 53 Cost, in quanto svincola l'imposta dalla capacita' contributiva dei soggetti passivi.

    Con riferimento all'art. 23 della Costituzione, l'ordinanza di rimessione - premesso che, secondo la giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 7 e n. 323 del 2001, n. 157 del 1996, n. 27 del 1979, n. 129 del 1969), il legislatore ha l'obbligo di determinare preventivamente e sufficientemente criteri direttivi di base o linee generali idonee a limitare la discrezionalita' amministrativa nella produzione di fonti secondarie - evidenzia che la norma relativa alle quote di prelievo (art. 3, comma 231, della legge 28 dicembre 1995, n. 549), alle quali, in percentuale, e' commisurata l'imposta unica sulle scommesse, si limita ad individuare il soggetto competente alla decisione (Ministro delle finanze, con decreto) e la destinazione al CONI, al netto dell'imposta unica e delle spese, mentre le percentuali, ed anche i criteri per stabilirle, sono contenuti nella fonte secondaria (decreto ministeriale 15 febbraio 1999).

    La rimettente rammenta che la riserva di legge in materia tributaria, a carattere relativo, consente di delegare le "incombenze" agli organi amministrativi, che pero' devono essere integrative della norma primaria ed esclusivamente fondate su apprezzamenti di ordine tecnico: le scelte di politica tributaria competono alla legge, attraverso l'individuazione preliminare degli obiettivi perseguiti dall'applicazione del tributo e la determinazione anche quantitativa del sacrificio patrimoniale imposto a carico di categorie di soggetti dotati di capacita' contributiva esattamente individuata e quantificabile.

    Secondo la rimettente, il d.lgs. n. 504 del 1998 predetermina la prestazione patrimoniale in cui consiste l'imposta unica sulle scommesse, determinando il presupposto (la scommessa), la base imponibile (la somma giocata), i soggetti passivi (i gestori del servizio, anche in concessione), le aliquote (il 20,20 per cento della quota di prelievo stabilita per ciascuna scommessa), le sanzioni, ma non la determinazione amministrativa delle quote di prelievo, cui l'imposta sulle scommesse e' commisurata, con la conseguenza che un parametro quantitativo essenziale per l'applicazione del tributo e' stabilito da un atto discrezionale della pubblica amministrazione.

    L'aliquota effettiva - secondo il giudice a quo - rimane indeterminata, giacche' quella nominale del 20,20 per cento non e' applicata sulla base imponibile, bensi' con riferimento ad una entita' non definita da un atto avente forza di legge, cioe' alla "quota di prelievo stabilita per ciascuna scommessa", la cui quantificazione e' stata precisata con il decreto del Ministro delle finanze 15 febbraio 1999, in cui sono stabilite le aliquote di prelievo con riferimento a nove fasce di eventi. Nel determinare uno dei fattori del prodotto per la determinazione dell'aliquota effettiva, il Ministro - ad avviso della rimettente - avrebbe svolto una funzione discrezionale di supplenza della legge, non limitandosi ad una mera funzione tecnica: nella motivazione del citato decreto 15 febbraio 1999, infatti, nel fissare gli obiettivi della lotta al gioco clandestino (senza pero' chiarire il procedimento logico per la scelta delle aliquote idonee al raggiungimento di tale scopo), nel mettere a disposizione gli introiti idonei all'espletamento dei compiti istituzionali e nell'ottenere il raggiungimento di un congruo livello di gettito erariale, ha compiuto scelte di politica tributaria che competono al legislatore. L'imposta sulle scommesse costituisce una tipologia di tributo assolutamente innovativa, nella disciplina della quale il Ministro non ha potuto trovare linee guida in precedenti analoghi, tali non potendo considerarsi l'imposta sulle assicurazioni ne' quella sugli spettacoli e gli intrattenimenti. Non risulta alcuna imposta la cui aliquota sia determinata in materia autonoma da un provvedimento amministrativo, che non trovi determinata dalla legge almeno una forbice ristretta che condizioni la scelta della percentuale di tassazione.

    In conclusione, con la determinazione...

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