Ordinanza emessa il 18 gennaio 2007 dal tribunale di Bari nel procedimento penale a carico di Saudella Graziano ed altro Reati e pene - Prescrizione - Reati di competenza del giudice di pace - Reati puniti con pena diversa da quella detentiva e da quella pecuniaria - Termine di prescrizione di tre anni - Mancata previsione dell'applicazione di t...

 
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IL TRIBUNALE

Letti gli atti del proc. pen. n. 16064/1999 RGNR e n. 1882/05 R. dibattimento a carico di Saudella Graziano nato in Bari il 6 luglio 1965 e Saudella Mariano nato a Jesi il 13 dicembre 1926;

Atteso che i predetti sono chiamati a rispondere con decreto di citazione diretta emesso il 7 maggio 2005 dei reati di cui agli artt. 110 e 590 c.p. commessi il 12 giugno 1999;

Rilevato che, essendo stato aperto il dibattimento in data 6 aprile 2006, possono applicarsi ex art. 10, comma 3 legge n. 251/2005, ove piu' favorevoli, i termini di prescrizione previsti dall'art. 157 c.p., come novellato dall'art. 6, legge n. 251/2005;

Considerato in particolare che il reato per il quale si procede nel caso di specie rientra tra i reati che oggi sono di competenza del giudice di Pace per i quali in effetti e ai sensi dell'art. 52 d.lgs. n. 274/2000 possono essere irrogate le sanzioni della permanenza domiciliare o del lavoro sostituitivo, in alternativa, alla mera pena pecuniaria;

Ritenuto che in relazione al regime sanzionatorio che disciplina i reati dinanzi al giudice di Pace per essi risulta corrispondentemente applicabile anche il nuovo termine prescrizionale previsto dal nuovo disposto dell'art. 157 comma 5 c.p., in forza del quale, allorche' per il reato la legge stabilisce pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria, si applica il termine di tre anni;

Atteso che sulla scorta di tale considerazione si appalesa rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 157, comma 5 c.p., come novellato dall'art. 6 legge n. 251/2005, per la violazione dell'art. 3 Cost., come sollevato dalla difesa, nella parte in cui, senza tenere conto dell'effettiva gravita' dei reati, ma anzi in contrasto con la pena edittale prevista, contempla irragionevolmente termini di prescrizione diversi, a seconda che per il reato siano o meno irrogabili, in alternativa alla pena pecuniaria, la permanenza domiciliare o il lavoro sostitutivo, con la conseguenza che i reati oggettivamente piu' gravi si prescrivono in un tempo molto piu' breve di altri. Deve infatti ritenersi che il disposto di cui all'art. 157 comma 5 c.p. come risultante dalle modifiche apportate dall'art. 6 legge n. 251/2005, non sia riferibile a reati diversi da quelli oggi di competenza del giudice di pace...

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