Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 15 giugno 2006 (della Regione Piemonte) Ambiente - Decreto legislativo delegato per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale - Ricorso della Regione Piemonte - Lamentata adozione a conclusione di non corretta dinamica ...

 
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Ricorso per la Regione Piemonte in persona del presidente pro tempore prof. Mercedes Bresso, in forza di autorizzazione della giunta regionale dd.gr. n. 27-2689 del 24 aprile 2006 e n. 35-3061 del 5 giugno 2006, con la rappresentanza e difesa dell'avv. Anita Ciavarra e dell'avv. Gabriele Pafundi e con elezione di domicilio presso quest'ultimo in Roma, viale Giulio Cesare n. 14, per procura speciale a margine del presente atto.

Contro il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore per la declaratoria di illegittimita' costituzionale del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 "Norme in materia ambientale" nel suo complesso e con riguardo alle sue norme parte seconda, con specifico rilievo degli artt. 5, 6, 12, 21, 22, 23 ed Allegato III, 25, 42, 43, 51; parte terza con specifico rilievo degli artt. 57, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 91, 96, 104, 113, 114, 116, 117, 121, 141, 148, 150, 170, 174, 175, 176; parte quarta con specifico rilievo degli artt. 181, 183, 186, 194, 195, 196, 197, 198, 199, 200, da 201 a 204, 205, 212, 214, 216, 238, 240, 242, 246, 252; parte quinta ed Allegati, con specifico rilievo degli artt. 267, 269, 281, 283, 284, 287; parte sesta, con specifico rilievo degli artt. 301, 304, 305 e da 308 a 315 per violazione degli artt. 3, 5, 76, 97, 114, 117, 118, 119, 120 della Costituzione, dei principi di leale collaborazione, ragionevolezza, adeguatezza, differenziazione, sussidiarieta', buon andamento della Pubblica Amministrazione e con riguardo anche alla violazione di principi e norme del diritto comunitario e di convenzioni internazionali, sotto i profili di seguito specificati nei motivi di diritto.

P r e m e s s o i n f a t t o

Nel supplemento ordinario n. 96 alla Gazzetta Ufficiale, serie generale n. 88 del 14 aprile 2006 e' stato pubblicato il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale".

In seguito alla legge di delega 15 dicembre 2004, n. 308, il Governo ha emanato il detto unico decreto legislativo, suddiviso in sei parti relative ai settori indicati nella legge di delega, art. 1, comma 1, ad eccezione della gestione delle aree protette, conservazione ed utilizzo. sostenibile degli esemplari di specie protette di flora e fauna, e cosi' riguardanti: Parte I - Disposizioni comuni; Parte II - Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione di impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC); Parte III - Norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche; Parte IV - Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati; Parte V - Norme in materia di tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera; Parte VI - Norme in materia di tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente, per totali 318 articoli di legge, oltre a cinque ponderosi allegati.

Di detto decreto legislativo n. 152/2006, nel suo complesso per le modalita' della sua emanazione e per la sua impostazione nella disciplina dei diversi settori nonche' con riferimento a specifiche norme come indicate in epigrafe, la Regione Piemonte ravvisa illegittimita' costituzionale e lesivita' delle proprie prerogative istituzionali e sfera di competenza per i seguenti motivi di

D i r i t t o

I

Violazione degli artt. 3, 5, 76, 97, 114, 117,118, 119, 120 della Costituzione. Violazione dei principi di leale collaborazione, ragionevolezza, adeguatezza, differenziazione, sussidiarieta', buon andamento della P.A. anche sotto l'aspetto della violazione di principi e norme del diritto comunitario e di convenzioni internazionali - Aspetti generali.

1) La legge di delega 15 dicembre 2004, n. 308, all'art. 1, comma 4, stabiliva che i decreti legislativi dovessero essere adottati su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per le politiche comunitarie e con gli altri Ministri interessati, sentito il parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Nelle premesse del decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 viene riportato "(...) Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del 18 novembre 2005; Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281; Acquisiti i pareti delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del 19 gennaio 2006; Acquisiti i parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; Viste le deliberazioni del Consiglio dei ministri, adottate nelle riunioni del 10 febbraio e del 29 marzo 2006, emana (...)".

Invero, il Governo, dopo l'adozione assunta il 18 novembre 2005, presentava lo schema del decreto delegato corredato degli allegati tecnici per l'espressione del parere della Conferenza unificata solamente il 7 dicembre 2005, cosicche' nella seduta della Conferenza unificata, convocata gia' il 15 dicembre successivo, le regioni, aderendo le autonomie locali, chiedevano il rinvio dell'esame per un tempo sufficientemente congruo a consentire effettiva disamina e ponderazione del vasto corpus normativo presentato.

Il Governo procedeva invece all'adozione del 19 gennaio 2006 ed all'ulteriore iter parlamentare senza piu' sottoporre il decreto all'esame della Conferenza unificata.

La Conferenza dei Presidenti delle regioni e province autonome approvava il 26 gennaio 2006 un ordine del giorno corredato da un documento tecnico che evidenziava gravi rilievi di negativo giudizio per il metodo e per il merito.

Come espresso nel detto documento del 26 gennaio 2006 (che la Regione Piemonte condivide e che si deposita, facendosi ad esso piu' volte riferimento nel presente ricorso) "il metodo istituzionale seguito dal Governo nell'elaborazione e approvazione del decreto legislativo ha completamente disatteso l'accordo firmato il 4 ottobre 2001 fra il Ministro Matteoli, le regioni, l'A.N.C.I. e l'U.P.I. nel quale le parti avevano concordato di "operare pariteticamente nell'elaborazione legislativa ai fini di conseguire gli obiettivi condivisi e garantire una interlocuzione sistematica con le regioni e gli enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi del-l'elaborazione dei decreti legislativi previsti dal disegno di legge delega".

L'approvazione del decreto si e' configurata nei fatti come atto unilaterale del Governo che, violando il principio della leale collaborazione, ha privato le Regioni di un tavolo di confronto con l'Esecutivo statale, impedendo alle stesse e al sistema delle autonomie locali lo svolgimento di un lavoro collegiale e complessivo di analisi e proposta".

Venivano altresi' esposti nel merito numerosissimi, seri e gravi rilievi, esprimendosi nel complesso una valutazione fortemente critica, considerando che il decreto "mina le fondamenta su cui poggia l'attuale impianto normativo, senza peraltro fornire gli elementi per l'organizzazione di un diverso sistema, coerente con il quadro costituzionale e aderente ai principi comunitari in materia di tutela ambientale.

L'obiettivo generale e l'azione concreta e l'esperienza delle Regioni e degli enti locali in questi anni sono stati quelli di ricondurre le questioni della tutela dell'ambiente, sia negli aspetti della tutela dagli inquinamenti, sia negli aspetti della tutela delle risorse naturali e di preservazione degli equilibri ecologici, al criterio di prevenzione ed a quello di sostenibilita' dello sviluppo, in stretta connessione con le politiche settoriali e col governo del territorio.

Solo una acquisizione nelle politiche settoriali e nel governo del territorio delle problematiche di tutela ambientale puo' garantire infatti il successo e la compatibilita' economica di una politica ambientale (...).

Il decreto e' caratterizzato da una spiccata tendenza neocentralista, che comprime le competenze delle istituzioni regionali e locali per assegnare soprattutto al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio un ruolo, anche minutamente gestionale, antitetico al principio di sussidiarieta' ed adeguatezza (...).

Mentre un corretto approccio metodologico avrebbe richiesto, da un lato, la costruzione in questa materia soprattutto di un "diritto di principi", poiche' solo questi ultimi sono in grado di guidare in modo trasversale e coordinato i vari settori delle discipline coinvolte, e dall'altro il necessario coinvolgimento sin dalla fase di elaborazione della normativa di tutti i livelli territoriali di governo secondo il principio di corresponsabilita' e di leale collaborazione".

Pertanto l'affermata acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, come ricordato nelle premesse del decreto legislativo, non corrisponde alla realta' dei fatti ed alla sostanza di quanto operato.

La Conferenza unificata non e' stata posta in condizioni di esprimere effettivamente il proprio parere ed il Consiglio dei ministri ha deliberato senza di esso il 19 gennaio 2006.

Le richieste espresse da regioni ed autonomie locali non hanno avuto seguito. L'ordine del giorno tuttavia approvato il successivo 26 gennaio con il documento sopraindicato non ha ricevuto neppure esso alcuna considerazione nel successivo iter a cui il Governo ha...

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