Ricorso per questione di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 6 febbraio 2006 (della Regione Piemonte) Porti e aeroporti civili - Disposizioni in materia di diritti aeroportuali - Determinazione dei diritti aeroportuali, sulla base di criteri stabiliti dal CIPE, con decreti ministeriali distinti per singoli aeroporti - Introd...

 
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Ricorso per la regione Piemonte, in persona del presidente della giunta regionale pro tempore, autorizzato con deliberazione della giunta regionale n. 45-2048 del 23 gennaio 2006 rappresentata e difesa dal prof. avv. Alfonso Celotto e dagli avv. Ernesto Conte e Michele Conte, presso il loro studio elettivamente domiciliati in Roma, via Ennio Quirino Visconti n. 99, in forza di procura speciale a margine del presente atto;

Contro il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore per la dichiarazione di illegittimita' costituzionale degli articoli 11-nonies, 11-decies, 11-undecies, 11-duodecies, 11-terdecies della legge 2 dicembre 2005, n. 248, di conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 30 settembre 2005, n. 203, recante «Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 281 del 2 dicembre 2005 - supplemento ordinario n. 195.

F a t t o

  1. - Nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 18 ottobre 2005 e' stato pubblicato il d.l. 17 ottobre 2005, n. 211, recante «Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e disposizioni in materia aeroportuale».

    Si tratta di un d.l. ad oggetto plurimo, in quanto recante una serie di norme omnibus tese al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica per l'anno 2006, sulla scorta di quanto previsto nel D.P.E.F. 2006-2009; e alcune disposizioni in materia aeroportuale, come si desume dal titolo stesso del d.l. che specifica il «doppio oggetto» del provvedimento di (pseudo) urgenza: «Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e disposizioni in materia aeroportuale».

    Si tratta inoltre di un d.l. ad efficacia non immediata, come espressamente dichiarato dallo stesso art. 13, comma 2, secondo il quale «Le disposizioni di cui agli articoli 4, 5, 7 e 8 hanno efficacia a decorrere dal 1° gennaio 2006».

    L'art. 7, sulla razionalizzazione ed efficientamento del settore dei gestori aeroportuali, dispone alcune modificazioni all'art. 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537 e l'abrogazione del comma 190 dell'art. 2 della stessa norma.

    Precisamente, ai sensi dell' art. 7, primo comma lettera a), il comma 10 dell'art. 10 della legge n. 537 e' sostituito dal seguente: «10. La misura dei diritti aeroportuali di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 324, e successive modificazioni, e' determinata per i singoli aeroporti, sulla base di criteri stabiliti dal CIPE, con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Con i medesimi decreti viene altresi' fissata, per un periodo predeterminato, comunque compreso tra tre e cinque anni, la variazione massima annuale applicabile ai medesimi diritti aeroportuali. La variazione e' determinata prendendo a riferimento il tasso di inflazione programmato, l'obiettivo di recupero della produttivita' assegnato al gestore aeroportuale, la remunerazione del capitale investito, gli ammortamenti dei nuovi investimenti realizzati con capitale proprio o di credito, che sono stabiliti in contratti di programma stipulati tra l'ENAC e il gestore aeroportuale, approvati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La misura iniziale dei diritti e l'obiettivo di recupero della produttivita' assegnato vengono determinati tenendo conto: a) di un sistema di contabilita' analitica, certificato da societa' di revisione contabile, che consenta l'individuazione dei ricavi e dei costi di competenza afferenti a ciascuno dei servizi, regolamentati e non regolamentati, quali lo svolgimento di attivita' commerciali, offerti sul sedime aeroportuale; b)del livello qualitativo e quantitativo dei servizi offerti; c) delle esigenze di recupero dei costi, in base a criteri di efficienza e di sviluppo delle strutture aeroportuali; d) dell'effettivo conseguimento degli obiettivi di tutela ambientale; e)di una quota non inferiore al 50 per cento del margine conseguito dal gestore aeroportuale in relazione allo svolgimento nell'ambito del sedime aeroportuale di attivita' non regolamentate».

    A seguire, lettera b) del primo comma dell'art. 7 dispone l'inserimento, dopo il comma 10 di cui alla lettera a), dei commi 10-bis, 10-ter e l0-quater cosi' formulati: «10-bis. E' soppressa la maggiorazione del 50 per cento dei diritti aeroportuali applicata nei casi di approdo o partenza nelle ore notturne, di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 324»; «10-ter. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto, con il Ministro dell'economia e delle finanze, puo' definire norme semplificative, rispetto a quelle previste al comma 10, per la determinazione dei diritti aeroportuali per gli aeroporti aventi un traffico inferiore a 600.000 unita' di carico, ciascuna equivalente ad un passeggero o cento chili di merce o di posta»; «l0-quater. La metodologia di cui al comma 10 si applica anche per la determinazione dei corrispettivi per i servizi di sicurezza previsti dall'art. 5, comma 3, del d.l. 18 gennaio 1992, n. 9, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1992, n. 217, nonche' per la determinazione della tassa di imbarco e sbarco sulle merci trasportate per via aerea in base al d.l. 28 febbraio 1974, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 117».

    L'art. 8 del d.l. n. 211, rubricato «Competitivita' del sistema aeroportuale», prevede che, al fine di incrementare la competitivita' e razionalizzare il sistema del trasporto aereo nazionale, «i canoni di concessione demaniale, istituiti dal d.l. 28 giugno 1995, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1995, n. 351, e successive modificazioni, sono ridotti del 75 per cento fino alla data di introduzione del sistema di determinazione dei diritti aeroportuali di cui all'art. 7». Il secondo comma dello stesso articolo precisa che «Fino alla determinazione dei diritti aeroportuali di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 324, e successive modificazioni, secondo le modalita' previste nel comma 10 dell'art. 10 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'art. 7, la misura dei diritti aeroportuali attualmente in vigore e' ridotta in misura pari all'importo della riduzione dei canoni demaniali di cui al comma 1. Detta misura e' ulteriormente ridotta del 10 per cento per i gestori che non adottano un sistema di contabilita' analitica, certificato da societa' di revisione contabile, che consenta l'individuazione, per tutti i servizi offerti, dei ricavi e dei costi di competenza afferenti a ciascun singolo servizio».

    Si tratta, in buona sostanza, di disposizioni che riscrivono temporaneamente il sistema dei diritti aeroportuali (art. 8) e conferiscono potesta' regolamentare al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze di riscrivere tale disciplina pro futuro (art. 7), senza tener conto delle competenze regionali in...

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