Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Straniero - Legalizzazione del lavoro irregolare - Norme sulla regolarizzazione dei lavoratori comunitari - Inapplicabilita' ai lavoratori extracomunitari segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore in Italia, ai fini della non ammissione nel territorio de...

 
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LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori:

Presidente: Annibale MARINI;

Giudici: Franco BILE, Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita' costituzionale dell'art. 1, comma 8, lettera b), della legge 9 ottobre 2002, n. 222 (recte: del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, recante: «Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari», convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222) e dell'art. 33, comma 7, lettera b), della legge 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), come modificato dal d.l. n. 195 del 2002, convertito con modificazioni nella legge n. 222 del 2002, promossi dal Tribunale amministrativo regionale della Campania, sede di Napoli, sul ricorso proposto da H. K. contro l'Ufficio territoriale del Governo di Napoli e dal Tribunale amministrativo regionale dell'Emilia-Romagna, sezione di Parma, sul ricorso proposto da M. M. contro il Ministero dell'interno con ordinanze, rispettivamente dell'8 giugno 2004 e del 12 gennaio 2005, iscritte al n. 829 del registro ordinanze 2004 ed al n. 225 del registro ordinanze 2005 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 44, 1ª serie speciale, dell'anno 2004 e n. 17, 1ª serie speciale, dell'anno 2005;

Visti l'atto di costituzione di H. K. nonche' gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

Udito nella Camera di consiglio del 25 gennaio 2006 il giudice relatore Francesco Amirante;

Ritenuto che nel corso di un giudizio avverso il provvedimento prefettizio di rigetto della domanda di regolarizzazione presentata dal datore di lavoro di un lavoratore extracomunitario il Tribunale amministrativo regionale della Campania, sede di Napoli, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 97 della Costituzione, questione di legittimita' costituzionale dell'art. 1, comma 8, lettera b), della legge 9 ottobre 2002, n. 222 (recte: del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195 recante: «Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari», convertito, con modificazioni, nella legge 9 ottobre 2002, n. 222);

che tale disposizione - della quale il provvedimento prefettizio impugnato costituisce mera applicazione - esclude dalla regolarizzazione, fra l'altro, i lavoratori extracomunitari che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore in Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;

che il giudice remittente, dopo aver precisato di aver accolto temporaneamente la domanda incidentale di sospensiva presentata dal ricorrente, osserva che la disposizione censurata, nella parte di cui si e' detto, pone seri dubbi di conformita' con l'art. 3 Cost., perche' le ragioni che possono dare luogo alla «segnalazione» indicata dalla legge come elemento ostativo alla sanatoria sono tra loro assai diverse;

che, infatti, in base all'art. 96, commi 2 e 3, della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985, resa esecutiva con legge 30 settembre 1993, n. 388, la segnalazione puo' avvenire per il fatto che la presenza dello straniero costituisce «una minaccia per l'ordine e la sicurezza pubblica o per la sicurezza nazionale» (comma 2) oppure per il fatto che lo straniero «e' stato oggetto di una misura di allontanamento, di respingimento o di espulsione non revocata ne' sospesa che comporti o sia accompagnata da un divieto di ingresso o eventualmente di soggiorno» (comma 3);

che si tratta, ad avviso del Tribunale amministrativo regionale, di situazioni differenti alle quali...

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