Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Successione ereditaria - Successione per rappresentazione - Coniuge di colui che non abbia potuto accettare l'eredita' - Esclusione - Denunciata disparita' di trattamento rispetto ai discendenti - Pluralita' di soluzioni la cui scelta appartiene alla discrezionalita' del legislatore - M...

 
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LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori:

Presidente: Franco BILE;

Giudici: Giovanna Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita' costituzionale degli articoli 467 e 468 del codice civile, promosso con ordinanza del 7 febbraio 2005 dal Tribunale di Reggio Calabria, nel procedimento civile vertente tra Lucisano Elisa e Scagliola Francesco ed altri, iscritta al n. 222 del registro ordinanze 2005 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 17, 1ª serie speciale, dell'anno 2005.

Visto l'atto di costituzione di Lucisano Elisa;

Udito nell'udienza pubblica del 13 dicembre 2005 il giudice relatore Alfio Finocchiaro;

Udito l'avvocato Michele Salazar per Lucisano Elisa.

Ritenuto che il Tribunale di Reggio Calabria, nel corso di un procedimento in materia successoria, con ordinanza del 7 febbraio 2005, ha sollevato, in riferimento all'art. 3, primo comma, della Costituzione, questione di legittimita' costituzionale degli artt. 467 e 468 del codice civile nella parte in cui non prevedono «la capacita' di rappresentazione in favore del coniuge del soggetto che non abbia potuto accettare l'eredita' o, in subordine, nella parte in cui non prevedono la capacita' di rappresentazione in favore del coniuge del soggetto che non abbia potuto accettare l'eredita', in assenza di discendenti dei figli legittimi, legittimati ed adottivi, nonche' naturali del defunto»;

che il rimettente premette che il giudizio a quo era stato promosso da Elisa Lucisano, la quale aveva esposto che il proprio coniuge, Domenico Scagliola, era deceduto senza testamento in data 21 gennaio 1998;

che alla successione legittima di quest'ultimo, in assenza di prole, erano stati chiamati, nella misura di due terzi, la stessa moglie, e, nella misura di un terzo - e, quindi, di un sesto ciascuno - la madre, Concetta De Stefano, e il fratello del de cuius, Francesco Scagliola;

che, in data 6 febbraio 2000, era venuta a mancare, senza testamento, la predetta De Stefano, alla quale erano succeduti in parti uguali il figlio premorto, Domenico, coniuge della istante, e l'altro figlio Francesco;

che, poiche' il patrimonio della De Stefano era costituito dalla predetta quota di un sesto dei beni immobili ricevuti in eredita' dal figlio premorto, ed i beni facenti parte di quella eredita' erano rimasti in comunione incidentale tra gli eredi, e cioe' la Lucisano e il cognato Francesco Scagliola, la istante aveva chiesto che il Tribunale - dichiarata l'apertura della successione di Domenico Scagliola, stabilito che eredi di questo erano la moglie per due terzi, nonche' la madre e il fratello, ciascuno per un sesto, dichiarata aperta la successione di Concetta De Stefano, e stabilito che eredi di quest'ultima erano, in parti uguali, il figlio premorto Domenico e il fratello Francesco - disponesse lo scioglimento della comunione, con assegnazione in natura dei beni indicati nella citazione alla istante per la quota e nella misura alla stessa spettante, e cioe' di due terzi riferiti alla successione al marito, e di un mezzo di un sesto, per la successione alla De Stefano in luogo del coniuge, figlio premorto di quest'ultima;

che il convenuto, Francesco Scagliola, per cio' che rileva in questa sede, aveva eccepito, in via preliminare, che nessun diritto successorio la Lucisano poteva vantare in relazione al decesso della suocera, poiche' non operava nella...

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