Sentenza nº 53 da Constitutional Court (Italy), 29 Marzo 2024

Data di Resoluzione29 Marzo 2024
EmittenteConstitutional Court (Italy)

Sentenza n. 53 del 2024

SENTENZA N. 53

ANNO 2024

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta da:

Presidente: Augusto Antonio BARBERA;

Giudici: Franco MODUGNO, Giulio PROSPERETTI, Giovanni AMOROSO, Francesco VIGANÒ, Luca ANTONINI, Stefano PETITTI, Angelo BUSCEMA, Emanuela NAVARRETTA, Filippo PATRONI GRIFFI, Marco D’ALBERTI, Giovanni PITRUZZELLA, Antonella SCIARRONE ALIBRANDI,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 80 della legge della Regione Valle d’Aosta 13 febbraio 2013, n. 3 (Disposizioni in materia di politiche abitative), promosso dal Tribunale ordinario di Torino, prima sezione civile, nel procedimento vertente tra Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) Aps, A. D.A. e A. M., e Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, con ordinanza del 17 aprile 2023, iscritta al n. 102 del registro ordinanze 2023 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 34, prima serie speciale, dell’anno 2023.

Visti gli atti di costituzione della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e di ASGI;

udita nell’udienza pubblica del 20 febbraio 2024 la Giudice relatrice Emanuela Navarretta;

uditi gli avvocati Alberto Guariso per ASGI e Giuseppe Franco Ferrari per la Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste;

deliberato nella camera di consiglio del 20 febbraio 2024.

Ritenuto in fatto

  1. – Con ordinanza indicata in epigrafe (reg. ord. n. 102 del 2023), il Tribunale ordinario di Torino, prima sezione civile, ha sollevato, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 80 della legge della Regione Valle d’Aosta 13 febbraio 2013, n. 3 (Disposizioni in materia di politiche abitative), nella parte in cui prevede, ai fini dell’accesso al mutuo agevolato per il recupero di fabbricati, il requisito della cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione europea e il requisito della residenza protratta da almeno otto anni nella Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.

  2. – In punto di fatto, il rimettente riferisce che le questioni di legittimità costituzionale originano da un giudizio antidiscriminatorio, ai sensi dell’art. 28 del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), introdotto dalla Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) aps, da A. D.A. e da A. M.

    2.1.– In tale giudizio, i ricorrenti hanno chiesto l’accertamento del carattere discriminatorio della deliberazione della Giunta della Regione Valle d’Aosta del 9 maggio 2022, n. 531, con la quale la Regione ha approvato, in attuazione della legge reg. Valle d’Aosta n. 3 del 2013, le disposizioni applicative concernenti la concessione di mutui agevolati sia a favore della prima abitazione sia per il recupero di fabbricati, a valere sul fondo di rotazione regionale istituito presso la società finanziaria regionale Finaosta spa.

    Con riferimento alla concessione di mutui agevolati per l’acquisto, la costruzione o il recupero della prima abitazione, la citata deliberazione ha previsto quale requisito di accesso l’«anzianità di residenza nella Regione […] di almeno cinque anni, anche non consecutivi» – art. 12, comma 1, lettera c, dell’Allegato A alla citata deliberazione, recante «Disposizioni applicative per la concessione dei mutui di cui alla legge regionale 13 febbraio 2013, n. 3 (disposizioni in materia di politiche abitative), Titolo IV, Capo II» – criterio che non trova rispondenza nella legge reg. Valle d’Aosta n. 3 del 2013.

    Con riguardo alla erogazione di mutui agevolati per il recupero di fabbricati, la medesima deliberazione della Giunta regionale, all’art. 12 dell’Allegato B, recante «Disposizioni applicative per la concessione dei mutui di cui alla legge regionale 13 febbraio 2013, n. 3 (disposizioni in materia di politiche abitative), Titolo IV, Capo III», ha condizionato l’accesso sia alla cittadinanza italiana o di uno dei Paesi dell’Unione europea, sia alla «anzianità di residenza nella Regione Valle d’Aosta “da almeno otto anni”», riproducendo quanto già stabilito dall’art. 80 della legge reg. Valle d’Aosta n. 3 del 2013.

    2.2.– In ragione del ritenuto carattere discriminatorio, diretto e indiretto, dei requisiti richiesti per accedere alle due tipologie di mutui agevolati, i ricorrenti hanno richiesto al giudice a quo «di adottare i […] provvedimenti idonei a rimuovere gli effetti della discriminazione, ordinando alla Regione Valle d’Aosta di rimuovere le clausole che hanno introdotto i requisiti discriminatori […] e di riaprire il bando ammettendo i richiedenti privi di detti requisiti a parità di condizione con gli altri richiedenti, fissando […] la somma di € 100,00 per ogni giorno di ritardo nell’adempimento di tali obblighi»; di condannare la Regione a risarcire ASGI per «il danno non patrimoniale e all’immagine derivante dalla condotta discriminatoria»; di condannare la Regione a risarcire gli altri ricorrenti per il danno derivante dal ritardo nel riconoscimento del beneficio (consistente nel mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa); di disporre la pubblicazione della decisione «sulla home page del sito istituzionale dell’amministrazione per un minimo di giorni 30 e/o su uno o più quotidiani a tiratura nazionale».

    2.3.– Il giudice a quo riferisce, di seguito, di avere respinto una eccezione preliminare di difetto di giurisdizione, sollevata dalla Regione resistente nel giudizio principale, posto che la giurisdizione del giudice ordinario sarebbe supportata non solo dalla giurisprudenza costituzionale e da quella di legittimità (sono citate, in proposito, la sentenza di questa Corte n. 44 del 2020, e le pronunce della Corte di cassazione, sezione prima civile, ordinanza 13 febbraio 2021, n. 3842 e sezioni unite civili, ordinanza 30 marzo 2011, n. 7186), ma anche da precisi indici normativi, quali l’art. 44, comma 1, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) e l’art. 28, comma 5, del d.lgs. n. 150 del 2011.

    Inoltre, il rimettente precisa di aver, invece, accolto l’eccezione preliminare di incompetenza territoriale sollevata dalla parte resistente, per quanto concerne le domande formulate dai ricorrenti A. D.A. e A. M., e di aver, pertanto, definito il giudizio principale avente per oggetto i rapporti tra questi ultimi e la resistente Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste.

  3. – Nel successivo esame delle domande formulate da ASGI, il Tribunale di Torino ha, anzitutto, accertato «il carattere discriminatorio della condotta tenuta dalla Regione Valle d’Aosta, consistente nell’aver emanato la deliberazione n. 531 del 9/05/2022, nella parte in cui, nell’allegato A all’art. 12, lett. C, [ha] previsto il requisito della residenza quinquennale quale condizione per accedere ai mutui agevolati finalizzati all’acquisto, alla costruzione o al recupero della prima abitazione».

    Quanto, invece, alle condizioni di accesso ai mutui agevolati per il recupero di fabbricati, il rimettente ha preso atto che sia il requisito della cittadinanza italiana o europea sia quello della residenza nella Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste da almeno otto anni, previsti, rispettivamente, dal comma 1 e dal comma 1, lettera a), dell’art. 12 dell’Allegato B alla deliberazione della Giunta regionale, sono riproduttivi di quanto già disposto dal comma 1 e dal comma 1, lettera a), dell’art. 80 della legge reg. Valle d’Aosta n. 3 del 2023.

    Di conseguenza, il giudice a quo ha ritenuto necessario sottoporre a scrutinio di costituzionalità «tale fonte primaria», in riferimento all’art. 3 Cost., nella parte in cui contempla i due citati requisiti di accesso alla agevolazione.

  4. – Sotto il profilo della rilevanza, il rimettente ha riscontrato che il giudizio principale non può essere definito indipendentemente dalla risoluzione delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 80 della legge reg. Valle d’Aosta n. 3 del 2023, in quanto tale previsione costituirebbe «l’indefettibile presupposto normativo dell’art. 12 dell’allegato B alla deliberazione della Giunta regionale della Valle d’Aosta n. 531 del 9/5/2022, rispetto al quale l’associazione ricorrente ha promosso la […] azione collettiva (ex art. 5 Dlgs 215/2003)». Dall’esame delle questioni dipenderebbe, dunque, la decisione concernente la discriminazione collettiva contestata dall’associazione ricorrente.

    D’altro canto, il rimettente ritiene che non sia possibile procedere alla non applicazione delle norme censurate per contrasto con il diritto dell’Unione, «non potendosi riconoscere alle disposizioni delle direttive UE citate dai ricorrenti efficacia diretta (cd self executing)». Parimenti, il giudice a quo non ritiene percorribile un’interpretazione costituzionalmente conforme delle citate previsioni, «stante la chiara lettera dell’art. 80 L.R.».

  5. – Quanto alla non manifesta infondatezza, il Tribunale di Torino rileva come i criteri per individuare i beneficiari di prestazioni pubbliche debbano comunque rispondere al principio di ragionevolezza, «anche quando non si verte in materia di diritti inviolabili dell’uomo (come nel caso di specie)», «non potendosi introdurre nel tessuto normativo elementi di distinzione arbitrari».

    In particolare, secondo il giudice a quo, posto che la ratio del beneficio regionale di cui si tratta nella causa principale sarebbe quella di «agevolare il recupero edilizio in determinate zone del territorio regionale», non vi sarebbe «alcuna ragionevole correlazione tra [tale] ratio […] e i requisiti della cittadinanza (italiana o UE) e della residenza protratta per almeno otto anni».

    5.1.– Nello specifico, il Tribunale di Torino considera del...

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