Sentenza nº 6032 da Consiglio di Stato, 17 Dicembre 2013

Data di Resoluzione:17 Dicembre 2013
Emittente:Consiglio di Stato
 
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Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

DECISIONE

Giuseppe Severini, Presidente

Roberto Giovagnoli, Consigliere, Estensore

Vito Carella, Consigliere

Gabriella De Michele, Consigliere

Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere

per la riforma

della sentenza del T.A.R. PUGLIA - SEZ. STACCATA DI LECCE: SEZIONE I n. 00623/2012, resa tra le parti, concernente procedura di valutazione comparativa ad un posto di ricercatore universitario;

sul ricorso numero di registro generale 5521 del 2012, proposto da:

BRUNO Monica, rappresentata e difesa dagli avvocati Luigi Manzi, Antonio Raffo e Luigi Cecinato, con domicilio eletto presso lo studio dell'avvocato Luigi Manzi in Roma, via Federico Confalonieri, 5;

Università degli Studi di Bari, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;

SANSEVERINO Giuseppe, rappresentato e difeso dall'avvocato Ernesto Sticchi Damiani, con domicilio eletto presso Studio Legale Bdl in Roma, via Bocca di Leone, 78;

Costantino Francesco Saverio, Francesca, non costituiti in giudizio;

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Università degli Studi Di Bari e di Giuseppe Sanseverino;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 22 ottobre 2013 il Consigliere Roberto Giovagnoli e uditi per le parti gli avvocati Cecinato, Manzi, Raffo, l'avvocato dello Stato Basilica e l'avvocato Sticchi Damiani;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

  1. Viene in decisione l'appello proposto dalla dottoressa Monica Bruno per ottenere la riforma della sentenza, di estremi indicati in epigrafe, con la quale il Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sede di Lecce, ha respinto il ricorso dalla stessa proposto in primo grado per l'annullamento del decreto del Rettore dell'Università degli Studi di Bari, n. 3614 del 25 maggio 2011, con cui sono stati approvati gli atti relativi alla valutazione comparativa a un posto di ricercatore universitario presso la Facoltà di Economia e commercio ? sede di Taranto ? per il settore scientifico-disciplinare IUS/04 ? Diritto commerciale, e nominato vincitore il dottor Giuseppe Sanseverino.

  2. L'appellante critica la sentenza di primo grado, deducendo, in sintesi, le seguenti censure.

    2.1. Con il primo motivo di appello, egli lamenta che la commissione giudicatrice si sarebbe limitata a riportare pedissequamente i parametri fissati in via generale con il d.m. 28 luglio 2009, n. 89, senza effettuare alcuna specificazione dei sottocriteri di adattamento di quelli generali alla specifica procedura di valutazione, con il risultato di pregiudicare la valutazione comparativa imposta dallo stesso d.m. n. 89 del 2009, e di violaee anche l'art. 7, del bando di concorso, il quale, al comma 2, prevede espressamente che la ?commissione giudicatrice, per procedere alla valutazione comparativa dei candidati predetermina i criteri generali?, e, al comma 7, specifica che la valutazione dei titoli deve essere effettuata sulla base dei parametri individuati con il citato d.m. n. 89 del 2009.

    Secondo la ricorrente, in altri termini, le disposizioni appena richiamate imporrebbero di operare una distinzione tra ?parametri di valutazione ? e ?criteri generali?. I primi, individuati con il d.m. n. 89 del 2009, sono gli elementi che devono essere presi in considerazione ai fini della valutazione comparativa e nel tempo stesso rappresentano un limite all'operato della commissione, nel senso che la stessa non può prendere in considerazione elementi diversi rispetto a quelli predeterminati dal Ministero; i criteri generali, che la Commissione avrebbe illegittimamente omesso di fissare, sono finalizzati a disciplinare in concreto il procedimento valutativo, mediante la fissazione di regole volte ad assicurare l'imparzialità e la correttezza dell'attività di giudizio.

    Partendo da tale distinzione, l'appellante critica, quindi, la sentenza del Tribunale amministrativo regionale nella parte in cui, respingendo la censura, ha ritenuto non necessaria la fissazione di criteri ulteriori di adattamento rispetto ai parametri fissati dal d.m. n. 89 del 2009.

    2.2. Con il secondo motivo di appello, l'appellante deduce la violazione dell'art. 7, commi 5 e 6, del bando di concorso, che avrebbero imposto una duplica valutazione analitica comparativa, una relativa ai titoli di ciascun candidato e l'altra riguardante le pubblicazioni, con l'ulteriore specificazione (art. 7, comma 6) che in tale valutazione avrebbero dovuto essere separatamente individuati e valutati i c.d. titoli preferenziali. Secondo la ricorrente, al contrario, la commissione non ha operato la comparazione sui singoli titoli e sulle singole pubblicazioni, ma, con le limitazioni indicate nel primo motivo di ricorso (ovvero senza predeterminazione dei criteri generali), solo sui giudizi complessivi, così violando quanto prescritto dal bando.

    Secondo l'appellante, il Tribunale amministrativo regionale avrebbe, da un lato, travisato il senso delle censure svolte e, dall'altro lato, richiamato impropriamente, per respingere la censura, l'art. 1, coma 7, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180 (Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca) convertito dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1; richiamo improprio in quanto...

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