Ordinanza nº 37 da Corte Costituzionale, 23 Febbraio 2012

Relatore:Franco Gallo
Data di Resoluzione:23 Febbraio 2012
Emittente:Corte Costituzionale
 
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ORDINANZA N. 37

ANNO 2012

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Alfonso QUARANTA Presidente

- Franco GALLO Giudice

- Luigi MAZZELLA ”

- Gaetano SILVESTRI ”

- Sabino CASSESE ”

- Giuseppe TESAURO ”

- Paolo Maria NAPOLITANO ”

- Giuseppe FRIGO ”

- Alessandro CRISCUOLO ”

- Paolo GROSSI ”

- Giorgio LATTANZI ”

- Aldo CAROSI ”

- Marta CARTABIA ”

- Sergio MATTARELLA ”

- Mario Rosario MORELLI

ha pronunciato la seguente

ORDINANZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 85, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito), promosso dal Giudice dell’esecuzione del Tribunale di Reggio Emilia nel procedimento vertente tra la s.p.a. Equitalia Emilia Nord e Contini Contino, con ordinanza del 24 febbraio 2011, iscritta al n. 192 del registro ordinanze 2011 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 41, prima serie speciale, dell’anno 2011.

Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

udito nella camera di consiglio del 25 gennaio 2012 il Giudice relatore Franco Gallo.

Ritenuto che, nel corso di una procedura di riscossione coattiva di crediti, anche tributari, effettuata mediante espropriazione immobiliare e promossa, nei confronti di un debitore, dall’agente della riscossione, cioè dalla s.p.a. Equitalia Emilia Nord, il Giudice dell’esecuzione del Tribunale ordinario di Reggio Emilia, con ordinanza depositata il 24 febbraio 2011, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42 e 53 della Costituzione, questioni di legittimità dell’art. 85, comma 1, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito) – a norma del quale: «Se il terzo incanto ha esito negativo, il concessionario, nei dieci giorni successivi, chiede al giudice dell’esecuzione l’assegnazione dell’immobile allo Stato per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede, depositando nella cancelleria del giudice dell’esecuzione gli atti del procedimento» −, «nella parte in cui prevede che l’assegnazione allo Stato abbia luogo “per il minor prezzo tra il prezzo base del terzo incanto e la somma per la quale si procede”, anziché “per […] il prezzo base del terzo incanto”»;

che il Giudice rimettente riferisce, in punto di fatto, che: a) la s.p.a. Equitalia Emilia Nord aveva promosso «procedura esecutiva esattoriale» immobiliare per un credito di 38.611,20 − di cui 479,60 per «tributo erariale» −, comprensivi di mora, compensi e spese di procedura, come risulta dallistanza depositata in data 25 marzo 2010; b) nel corso della procedura di riscossione esattoriale erano stati effettuati tre incanti dellimmobile esecutato in data, rispettivamente, 18 novembre 2009, 9 dicembre 2009 e 13 gennaio 2010 andati tutti deserti; c) la base dasta del terzo incanto era stata di 72.275,00; d) con istanza del 25 marzo 2010, lagente della riscossione aveva chiesto, ai sensi dellart. 85 del d.P.R. n. 602 del 1973, lassegnazione dellimmobile pignorato allo Stato per il minor prezzo tra detta base dasta del terzo incanto e la somma per la quale si procede e quindi, «seppure implicitamente, lassegnazione al prezzo corrispondente allaminor […] somma per la...

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