Sentenza nº 60 da Corte Costituzionale, 25 Febbraio 2011

Relatore:Franco Gallo
Data di Resoluzione:25 Febbraio 2011
Emittente:Corte Costituzionale
 
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SENTENZA N. 60

ANNO 2011

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Ugo DE SIERVO Presidente

- Paolo MADDALENA Giudice

- Alfio FINOCCHIARO "

- Alfonso QUARANTA "

- Franco GALLO "

- Luigi MAZZELLA "

- Gaetano SILVESTRI "

- Sabino CASSESE "

- Giuseppe TESAURO "

- Paolo Maria NAPOLITANO "

- Giuseppe FRIGO "

- Alessandro CRISCUOLO "

- Paolo GROSSI "

- Giorgio LATTANZI "

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, comma 2, alinea e lettera c), e comma 3, nonché dell’art. 4, comma 1, alinea e lettera b), della legge della Regione Veneto 22 gennaio 2010, n. 5 (Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprietà e alla gestione d’impresa), promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 26-31 marzo 2010, depositato in cancelleria il 1° aprile 2010 e iscritto al n. 54 del registro ricorsi 2010.

Visto l’atto di costituzione della Regione Veneto;

udito nell’udienza pubblica del 25 gennaio 2011 il Giudice relatore Franco Gallo;

udito l’avvocato dello Stato Gabriella D’Avanzo per il Presidente del Consiglio dei ministri e l’avvocato Andrea Manzi per la Regione Veneto.

Ritenuto in fatto

  1. – Con ricorso notificato tramite il servizio postale, consegnato per la spedizione il 26 marzo 2010, pervenuto alla destinataria Regione Veneto il 31 marzo 2010, depositato il 1° aprile 2010 e iscritto al n. 54 del registro ricorsi del 2010, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 3, comma 1, comma 2, alinea e lettera c), e comma 3, nonché dell’art. 4, comma 1, alinea e lettera b), della legge della Regione Veneto 22 gennaio 2010, n. 5 (Norme per favorire la partecipazione dei lavoratori alla proprietà e alla gestione d’impresa), in riferimento agli artt. 23, 97 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione.

    La difesa dello Stato evidenzia che la suddetta legge regionale ha la finalità di attribuire benefici per favorire la partecipazione alla proprietà e alla gestione d’impresa delle categorie di lavoratori, pensionati e collaboratori a progetto indicate dall’art. 2, comma 1. I benefici sono previsti – secondo l’art. 2, comma 2 – in relazione alle seguenti situazioni: «a) l’acquisizione, l’assegnazione, il trasferimento di azioni o quote di società di capitali; b) l’ammissione di dipendenti come soci accomandanti in una società in accomandita semplice; c) l’ammissione di dipendenti come soci di una società esistente o da costituirsi mediante il conferimento dell’azienda dell’imprenditore; d) l’adesione a eventuali società o fondazioni d’investimento, riservate ai lavoratori previsti dal comma 1».

    Le disposizioni censurate prevedono che: a) «La Giunta regionale concede agevolazioni e/o finanziamenti ai dipendenti» e agli altri soggetti elencati all’articolo 2, comma 1, che partecipano alle operazioni previste dall’articolo 2» (art. 3, comma 1); b) a tale fine la Giunta regionale può, anche per il tramite di soggetti individuati con procedura ad evidenza pubblica: «concedere esenzioni o riduzioni di tributi, di canoni o di altri diritti, per quanto di competenza, nei limiti stabiliti annualmente con legge finanziaria regionale» (art. 3, comma 2, alinea e lettera c); c) «Le agevolazioni previste ai commi 1 e 2 sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente previste da norme nazionali»...

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