Sentenza nº 292 da Corte Costituzionale, 28 Luglio 1987

Relatore:Antonio Baldassarre
Data di Resoluzione:28 Luglio 1987
Emittente:Corte Costituzionale
 
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SENTENZA N. 292

ANNO 1987

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

Presidente:

dott. Francesco SAJA;

Giudici:

prof. Virgilio ANDRIOLI,

prof. Giovanni CONSO,

prof. Ettore GALLO,

dott. Aldo CORASANITI,

prof. Giuseppe BORZELLINO,

dott. Francesco GRECO,

prof. Renato DELL'ANDRO,

prof. Gabriele PESCATORE,

avv. Ugo SPAGNOLI,

prof. Francesco Paolo CASAVOLA,

prof. Antonio BALDASSARRE,

prof. Vincenzo CAIANIELLO;

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 47, comma primo, lett. d), e 48, comma quarto del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 ("Istituzione e disciplina dell'imposta sul reddito delle persone fisiche") e dell'art. 24, comma secondo, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 ("Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi") promosso con ordinanza emessa il 28 giugno 1984 dalla Commissione Tributaria di 1ø grado di Cosenza sul ricorso proposto da Scervino Giovanni contro l'Ufficio Imposte Dirette di Cosenza, iscritta al n. 1255 del registro ordinanze 1984 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 80/ bis dell'anno 1985;

Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri;

Udito nella camera di consiglio del 17 giugno 1987 il Giudice relatore Antonio Baldassarre.

Ritenuto in fatto

  1. - Nel corso di un giudizio d'opposizione all'iscrizione a ruolo di una determinata imposta, promosso da Giovanni Scervino, la Commissione Tributaria di primo grado di Cosenza ha sollevato, con un'ordinanza del 28 giugno 1984, questione di legittimità costituzionale avverso gli artt. 47, primo comma, lett. d) e 48, quarto comma, del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 597, nonché avverso l'art. 24, capoverso, del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, nella parte in cui, con riguardo alle indennità percepite per lo svolgimento di funzioni elettive diverse da quelle di parlamentare o di giudice costituzionale o di membro di organi elettivi regionali o provinciali o comunali, non prevedono:

    1. l'assimilazione al reddito di lavoro dipendente;

    2. la limitazione del reddito imponibile al 40%;

    3. l'obbligo dell'ente pubblico erogante le indennità di operare la ritenuta alla fonte, a titolo di imposta d'acconto, commisurata al 40% dell'ammontare corrisposto.

    Secondo il giudice a quo, ad essere violati sono gli artt. 3 e 53 Cost. Il principio di eguaglianza risulterebbe leso poiché, pur ricorrendo, tanto nell'ipotesi di amministratori eletti negli enti pubblici (e negli enti ospedalieri in particolare) quanto in quella delle altre cariche elettive prima ricordate, gli stessi presupposti per l'assimilazione a redditi di lavoro dipendente (esercizio di una funzione pubblica inerente a una carica elettiva, percezione di un'indennità per l'esercizio della funzione stessa), i redditi del primo tipo non sono equiparati a...

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