Sentenza nº 1 da Corte Costituzionale, 05 Gennaio 1977

Relatore:Leopoldo Elia
Data di Resoluzione:05 Gennaio 1977
Emittente:Corte Costituzionale
 
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SENTENZA N. 1

ANNO 1977

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

Prof. PAOLO ROSSI, Presidente

Dott. LUIGI OGGIONI

Avv. ANGELO DE MARCO

Avv. ERCOLE ROCCHETTI

Prof. ENZO CAPALOZZA

Prof. VINCENZO MICHELE TRIMARCHI

Prof. VEZIO CRISAFULLI

Dott. NICOLA REALE

Avv. LEONETTO AMADEI

Dott. GIULIO GIONFRIDA

Prof. EDOARDO VOLTERRA

Prof. GUIDO ASTUTI

Dott. MICHELE ROSSANO

Prof. ANTONINO DE STEFANO

Prof. LEOPOLDO ELIA, Giudici,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale dell'art. 17 della legge 27 maggio 1929, n. 847 (Disposizioni per l'applicazione del Concordato dell'11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e l'Italia, nella parte relativa al matrimonio), promossi con le seguenti ordinanze:

1) ordinanza emessa il 3 luglio 1975 dalla Corte di cassazione nel procedimento civile vertente tra Di Filippo Gigliola e Aldomir Gospodinoff, iscritta al n. 498 del registro ordinanze 1975 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 320 del 3 dicembre 1975;

2) ordinanza emessa il 13 febbraio 1976 dalla Corte di appello di Roma nel procedimento civile vertente tra Mimmi Augusto e Olivieri Claudia, iscritta al n. 377 del registro ordinanze 1976 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 164 del 23 giugno 1976;

3) ordinanza emessa il 12 febbraio 1976 dalla Corte di appello di Roma nel procedimento civile vertente tra Filippucci Lorenzo e Donati Paola, iscritta al n. 408 del registro ordinanze 1976 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 170 del 30 giugno 1976;

4) ordinanza emessa il 12 marzo 1976 dalla Corte di appello di Torino nel procedimento civile vertente tra Calvo Mario e Pretti Angiolina, iscritta al n. 502 del regisitro ordinanze 1976 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 253 del 22 settembre 1976.

Visti gli atti di costituzione di Di Filippo Gigliola, di Donati Paola, di Claudia Olivieri, di Lorenzo Filippucci e di Aldomir Gospodinoff;

udito nell'udienza pubblica del 24 novembre 1976 il Giudice relatore Leopoldo Elia;

uditi gli avvocati Paolo Barile e Mauro Mellini per Di Filippo, l'avv. Domenico Barillaro per Olivieri, l'avv. Corrado Bernardini per Filippucci, gli avvocati Pietro Gismondi e Filippo Satta per Gospodinoff.

Ritenuto in fatto

  1. - Con ordinanza emessa il 3 luglio 1975 nel corso di un procedimento civile vertente tra Di Filippo Gigliola e Gospodinoff Aldomir, la Corte suprema di cassazione - Sezioni unite civili - sollevava, in riferimento rispettivamente agli artt. 2, 3, 7, 24, 25, 101 e 102 della Costituzione ed agli artt. 2, 3, 7, 29 Cost., due questioni di legittimità costituzionale relative all'art. 17 della legge 27 maggio 1929, n. 847, recante "Disposizioni per l'applicazione del Concordato dell'11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e l'Italia, nella parte relativa al matrimonio".

    Secondo la prima di esse, la norma denunciata, dando applicazione ai commi quarto, quinto e sesto dell'art. 34 del Concordato fra la Santa Sede e l'Italia, renderebbe operante la rinunzia dello Stato all'esercizio della giurisdizione a favore dell'ordinamento canonico nel quale, per la natura degli organi cui é demandata la trattazione delle cause matrimoniali, la tutela in giudizio e il diritto di difesa non sono garantiti secondo le linee fondamentali dell'ordinamento statale e si porrebbe così in contrasto con il principio supremo del sistema costituzionale concernente il diritto del cittadino alla tutela giurisdizionale quale si attua attraverso i criteri dell'indipendenza, dell'imparzialità e della precostituzione del giudice, nonché il diritto di ciascuno ad agire in giudizio e ad esercitare in ogni stato e grado del procedimento, partecipando ad ogni atto di esso, il diritto inviolabile di difesa.

    Con la seconda questione si deduceva che la stessa norma - interpretata secondo un costante orientamento giurisprudenziale nel senso che il giudice statale non possa sindacare la conformità della pronuncia ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario ai principi informatori dell'ordinamento italiano e specificamente di quello matrimoniale (c.d. ordine pubblico internazionale: art. 797, n. 7 cod. proc. civ., art. 31 disp. prel. cod. civ.) - imporrebbe al giudice di rendere esecutive anche pronunzie di nullità per cause non previste dalla legge italiana (ed in particolare, come nella specie, per riserva mentale), consentendo così di attribuire rilevanza nell'ordinamento interno ad un tipo di matrimonio contrastante con quello riconosciuto e garantito dalla Costituzione e, in definitiva, anche con i supremi principi del sistema costituzionale relativi all'eguaglianza dei cittadini ed al concetto stesso di matrimonio accolto nella Carta fondamentale. A tal fine venivano illustrate le differenze fondamentali di disciplina e di criteri ispiratori che attengono ai due istituti del matrimonio canonico e di quello civile, evidenziando poi con più preciso...

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