Sentenza nº 102 da Corte Costituzionale, 15 Giugno 1972

Relatore:Nicola Reale
Data di Resoluzione:15 Giugno 1972
Emittente:Corte Costituzionale
 
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SENTENZA N. 102

ANNO 1972

REPUBBLICA ITALIANA

In nome del Popolo Italiano

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

Prof. GIUSEPPE CHIARELLI, Presidente

Prof. MICHELE FRAGALI

Prof. COSTANTINO MORTATI

Dott. GIUSEPPE VERZì

Dott. GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI

Prof. FRANCESCO PAOLO BONIFACIO

Dott. LUIGI OGGIONI

Dott. ANGELO DE MARCO

Avv. ERCOLE ROCCHETTI

Prof. ENZO CAPALOZZA

Prof. VINCENZO MICHELE TRIMARCHI

Prof. VEZIO CRISAFULLI

Dott. NICOLA REALE

Prof. PAOLO ROSSI, Giudici,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 633, terzo comma, del codice di procedura penale, promosso con ordinanza emessa il 31 marzo 1970 dal pretore di Voltri sull'incidente di esecuzione proposto da Orlandi Mauro, iscritta al n. 163 del registro ordinanze 1970 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 143 del 10 giugno 1970.

Visto l'atto d'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

udito nell'udienza pubblica del 12 aprile 1972 il Giudice relatore Nicola Reale;

udito il sostituto avvocato generale dello Stato Michele Savarese, per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

Orlandi Mauro, condannato alla pena di nove mesi di reclusione, nonché al pagamento della multa di lire 30.000, ed assegnato, in quanto dichiarato delinquente abituale, ad una casa di lavoro per un periodo di tempo non inferiore a due anni, con ricorso 3 dicembre 1969, proponeva incidente di esecuzione, assumendo che, quantunque avesse compiuta l'espiazione della pena detentiva dal 20 novembre 1969, nondimeno veniva trattenuto nelle carceri giudiziarie di Novi Ligure in attesa del trasferimento nell'apposito istituto per l'esecuzione della misura di sicurezza.

Deduceva, quindi, l'illegittimità, in riferimento all'art. 13 della Costituzione, delle norme che, disciplinando l'esecuzione delle misure di sicurezza dopo l'espiazione della pena (articoli 212, 213 cod. pen., e 633 cod. proc. pen.), consentono che il condannato venga trattenuto nello stabilimento carcerario a disposizione dell'autorità di pubblica sicurezza, sino a quando questa non provveda alla traduzione e all'internamento nell'istituto designato dal Ministero di grazia e giustizia (art. 266 del Regolamento per gli Istituti di prevenzione e di pena approvato con il r.d. 18 giugno 1931, n. 787).

In pendenza dell'incidente di esecuzione, il 4 dicembre 1969, il condannato veniva avviato alla Casa di lavoro di Saliceto S...

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