• Il Liber Belial e il processo romano-canonico in Europa tra XV e XVI secolo

Editore:
Cacucci Editore
Data di pubblicazione:
2012-08-05
Autori:


ISBN:
978-88-6611-190-0

Descrizione:

Il Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture” (DJSGE) è il primo dipartimento dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro con sede a Taranto. Esso nasce dall’aggregazione di docenti e ricercatori della II Facoltà di Giurisprudenza, della II Facoltà di Economia, dei corsi di laurea in Scienze della Formazione (Facoltà di Scienze della Formazione) e in Scienze Infermieristiche (Facoltà di Medicina) di Taranto intorno a tematiche di ricerca e di formazione rispondenti alla vocazione mediterranea dell’area ionica: ambiente, tutela della salute e del territorio, diritti ed economie del mare, valorizzazione dei saperi e delle culture dello spazio euro-mediterraneo. Il Liber Belial (o Consolatio peccatorum), scritto nel 1382 Giacomo Palladino (1349-1417) alias Jacopo da Teramo – che nella sua brillante carriera fu anche vescovo di Taranto – è stato uno dei libri più tradotti e stampati in Europa tra il XV e il XVI secolo. L’Autore immagina che i diavoli, dopo la discesa di Gesù agli inferi e la liberazione delle anime dei Patriarchi, intentino nei confronti del Risorto un’azione giudiziaria adando la procura a Belial. Il processo che ne segue è descritto in tutte le sue fasi in un contesto di allegorie politiche (era in corso il grande scisma d’Occidente) e teologiche. Nonostante gli evidenti contenuti di interesse giuridico il Liber Belial risulta poco studiato forse per la sua riconosciuta stravaganza. Il presente volume, curato da Francesco Mastroberti, presenta un’indagine storico-giuridica sull’edizione in volgare italiano (Venezia 1544) del Liber Belial attraverso lo scioglimento e l’esame delle citazioni giuridiche in esso contenute. Con il testo trascritto e annotato vi è anche una tavola comparativa delle citazioni giuridiche presenti nel manoscritto lateranense (sec. XV) e nelle più antiche edizioni a stampa europee.